BE.MA.DE. srl

ANALISI TERMOIGROMETRICA: STUDIANDO LE METODOLOGIE DI CALCOLO


Pubblicata il: 24/02/2017

ANALISI TERMOIGROMETRICA: STUDIANDO LE METODOLOGIE DI CALCOLO

Anni di esperienza sul campo ci hanno portato alla semplice ma non banale considerazione che molte cause legate alla formazione di muffe, problemi di danneggiamento e perdita delle caretteristiche isolanti dell'involucro, dipendono dalla formazione di condensa all'interno della stratigrafia dello stesso.

 

La trasmissione del vapore attraverso l'invoucro opaco purtroppo è un tema che molto spesso viene trascurato o non trattato con tutti i crismi del caso; questo genera nel tempo ammaloramenti e condizioni tali da portare l'immobile alla perdita delle caratteristiche ottimali fino al discomfort ambientale.

 

Per evitare tutto ciò, ci vengono in aiuto due norme UNI che prevedono differenti metodologie di calcolo della condensazione interstiziale, superficiale e muffa.

La prima è la norma UNI EN ISO 13788 ( giugno 2003 "prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per l'edilizia, temperatura superficiale interna per evitare l'umidità superficiale critica e la condensazione interstiziale" ) che propone metodologie semplificate che considerano solo il trasporto di vapore per diffusione e l'uso di dati climatici medi mensili. Queto medoto, seppur efficace, trascura alcuni dati quali la penetrazione della pioggia e il fenomeno di convenzione.

La seconda è la norma UNI EN 15026 ( luglio 2008 " prestazione termoigrometrica dei componenti e degli elementi di edificio, valutazione del trasferimento di umidità mediante una simulazione numerica") , norma europea recepita a livello nazionale, che , al contrario della precedente, adotta metodologie più complete e dinamiche. Si considerano infatti fattori come il trasferimento del calore e umidità nelle strutture, calore latente e trasporto capillare. Quest'ultimo calcolo, risulta essere più realistico del precedente, in quanto prende in considerazioni condizioni climatiche esterne variabili (la radiazione delle onde corte e lunghe, la velocità del vento media, il variare di tempertura, umidità relativa e contenuto di umidità all'interno del materiale.)

 

Entrambi i calcoli sono utili e forniscono buone simulazioni, ma la cosa a cui bisogna prestare attenzione è l'ambito in cui le norme vengono applicate. Se si analizzano strutture poco permeabili all'acqua e costruite con materiali "waterproof" , è sufficiente adottare la prima norma UNI EN ISO 13788 ; al contrario sarà necessario avvalersi del calcolo previsto nella norma UNI EN 15026 nel caso in cui si debbano valutare le componenti edilizie attraversate da flussi d'aria o caratterizzate da molti interni, oppure se si stanno analizzando materiali e/o strutture poco impermeabili.

 

E' sempre opportuno sottolineare che, per una interpretazione corretta dei dati e dei risultati, è molto importante che il tecnico sia messo nelle condizioni di poter raccogliere il maggior numero di informazioni riguardanti l'immobile oggetto di analisi, i materiali adottati per la costruzione oltre che una coscienziosa analisi dei fenomeni in atto in quel determinato momento.

 

Un interessante approfondimento con ampio capitolo circa le formule di calcolo adottate in entrabe le norme ed esempi comparativi, è illustrato nel numero trimestrale 58 del "neo-EUBIOS" [fonte ANIT] che consigliamo di leggere.

bibliografia: Fonte ANIT – trimestrale n°58 dicembre 2016 neo- EUBIOS - 

isolamenti e condizioni termoigrometriche